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Sygnum

CAJAPO 100CPS

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Il Cajapo contiene Ipomoea batatas, radice tuberosa che contiene fibre, vitamine A e C e in minore quantità B ed E, proteine, potassio, magnesio, ferro e calcio. Inoltre è ricca di flavonoidi e antociani e quindi ha un grande potere antiossidante e anti-aging.

Ingredienti e tenore giornaliero

Cajapo (Ipomoea batatas L. Lamb.) tubero polvere 2700mg. Capsule: gelatina vegetale HPMC qsp 100%.

Contenuto

in pilloliera PET, 100 capsule (67,5g).

Modalità d’uso

2 capsule prima dei 2 pasti principali.

Effetto fisiologico

Cajapo: metabolismo dei carboidrati, metabolismo dei trigliceridi e del colesterolo, modulazione/limitazione dell’assorbimento dei nutrienti.

Caratteristiche

L’Ipomea batatas è un ingrediente molto particolare: non è un tubero, ma una radice tuberosa o rizotubero che non appartiene alla famiglia delle Solanacee, ma a quella delle Convolvulaceae. Questa radice tuberosa contiene: fibre, vitamine A e C (e in minore quantità B ed E), proteine, potassio, magnesio, ferro e calcio. Inoltre è ricca di flavonoidi e antociani e quindi ha un grande potere antiossidante e anti-aging.

L’Ipomoea batatas è stata selezionata da diversi gruppi di ricerca per scoprire il suo potenziale antidiabetico e per esplorare gli effetti su determinati parametri biochimici nei ratti Wistar.
Diversi farmaci allopatici vengono utilizzati per il trattamento del diabete mellito, ma viene posta maggiore enfasi sull’uso di piante medicinali, erbe ed estratti naturali poiché privi di effetti collaterali. Nei ratti Wistar diabetici giovani (3-4 mesi) e vecchi (fino a 1 anno), è stato riscontrato che il cajapo significativamente (P <0,05) diminuisce:

• il livello di glucosio nel sangue,
• il livello di glicazione proteica,
• il colesterolo totale,
• i trigliceridi
• l’LDL.

È stato anche segnalato un aumento significativo (P <0,05) del livello di colesterolo HDL (lipoproteina ad alta densità) dopo il trattamento.
Inoltre l’Ipomea ha avuto effetti benefici:

• sulla concentrazione totale di proteine;
• sull’albumina;
• sulla globulina;
• sugli enzimi epatici: transaminasi glutammico-ossalacetica (SGOT) sierica e transaminasi piruvica glutammica (SGPT).

Gli studi riportano che il potenziale antidiabetico di questa radice tuberosa è dovuto alla presenza di composti bioattivi come glicoproteine, antociani, alcaloidi e flavonoidi, che agiscono come molecole insulino-simili o costituenti dell’insulina.

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